Classe di ferro

Considerato quasi un classico in Russia, Classe di ferro, la commedia che Aldo Nicolaj scrisse nel 1971, passò quasi inosservata al suo debutto in Italia per essere invece accolta con grande interesse all’estero. Sembra questo l’amaro destino dei lavori di Nicolaj, considerato a buon diritto uno dei maggiori drammaturghi europei del secondo Novecento, celebrato e rappresentato all’estero ma poco conosciuto in Italia.

 

Anticipatore di situazioni sociali che sarebbero divenute di attualità solo in seguito, Nicolaj sa caratterizzare i suoi lavori con un umorismo di stampo anglosassone per rappresentare storie con un fondo di malinconia che intrattengono e fanno riflettere.  Anche Classe di ferro si occupa di un tema ai tempi poco affrontato in teatro, ma oggi di grande attualità, quello degli anziani emarginati, qui rappresentati da due uomini, uno burbero e litigioso e l’altro riflessivo e sognatore, a cui fa compagnia una esuberante maestra in pensione.

 

Si sorride spesso seguendo i buffi battibecchi tra i protagonisti di questa vicenda in apparenza minore, ma alla fine le emozioni hanno il sopravvento e lasciano spazio alla commozione e alla riflessione che nascono da un finale intenso e suggestivo.

 

Interpreti: Ezio Baldo, Giuliana Mattiazzi, Valerio Milan

 

Regia: Franco Di Leo

 

Musiche originali: Roberto Ludergnani

 

 

Durata: Un’ora e trenta minuti (atto unico)